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mercoledì, 26 marzo 2008,16:25
Gli arcani colori dell’iride,
come
istrioni,
carpiscono
arcane domande,
senza
mai giungere
ad
una risposta,
perché
così piace a noi.
by Tuaregh | categoria:introspezione, tuaregh | Link | commenti (6)(popup) | commenti (6)
venerdì, 21 marzo 2008,16:49
Confessione sul Letto di Morte – Storia tratta dal libro ebraico: Chassidim
 
Quando Rabbi Zalman Chassis stava sul letto di morte, i suoi amici andarono a trovarlo, invitandolo a recitare la “ Confessione “ .
Il Rabbi sorrise e disse: “ Amici, pensate veramente che una confessione sul letto di morte abbia valore?
No, amici ! Un uomo deve confessarsi quando sta seduto a mensa, mentre banchetta e si diverte.
by Tuaregh | categoria:introspezione, tuaregh | Link | commenti (10)(popup) | commenti (10)
domenica, 16 marzo 2008,11:54
COME DI DICE "TI AMO" IN
 
Ungherese:   Szeretlek
Latino:        Te amo
Basco:         Maite zaitut
Filippino:      Mahal kita
Rumeno:      Te iubesc
Russo:         Ya tybyà lyublyu
Croato:        Volim te
Polacco:       Kocham cie
Danese:       Jeg elsker dig
Portoghese:  Amo-te
Inglese:       I love you
Turco:         Seni seviyorum
Greco:         S'ayapo
Svedese:     Jag aelskar dig
Francese :   Je t'aime
Spagnolo :   Te amo
Slovacco:     Lubim ta
Tedesco:     Ich liebe dich
Giapponese: Kimi o ai shiteru
Brasiliano:    Amo você
Ceco:          Miluji te
Norvegese:  Jeg elsker deg
Olandese:    Ik hou van jou
Irlandese:    Taim i' ngra leat
Finlandese:   Minä rakastan sinua
Albanese:    Te dua
 
Quante parole, che commento con una frase di Jim Morrison:
 
“ Parlare d'amore in questo mondo è difficile: ci ha provato un uomo e l'hanno crocifisso. ”
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giovedì, 06 marzo 2008,17:25
SuperNova, cogliendo il tuo invito fattomi nel commento #3 del post Il Paesaggio, posto la spiegazione delle mie affermazione con un certo imbarazzo in quanto non è mia abitudine essere protagonista negli altrui blog.
Questo piccolo racconto non è altro che quel che in Occidente è definita la Trasmutazione alchemica ed in Oriente il Risveglio, in questo caso di un mio percorso.
Dobbiamo stare attenti ad ogni  parola, ché come vedrai non sono utilizzate a caso, ma meditate, infatti inizialmente “ vedevo le cime dei monti…valle”. Come vedi uso il verbo “Vedere”, poiché questo è il primario stadio di una conoscenza effimera; volutamente non uso il verbo “Osservare”, cosa che ho fatto assegnandolo ai Monti e alla Valle (secondo stadio della conoscenza ovvero della consapevolezza).
 
“Oramai logoro e privo di energia per la forzata sopravvivenza”, cioè oramai esausto di un sopravvivere superficiale (primo stadio), inizio anche io ad osservare rendendomi consapevole dell’ abbandono dell’ IO, dei suoi effetti, come quelli delle proprie ed altrui proiezioni-illusioni, delle proprie ed altrui aspettative, dell’ ostruzionismo, ma soprattutto delle paure nel sentirsi “Isolati” e non compagni della propria solitudine. Fino ad abbandonarmi alla forza della non-forza, ed alla apertura del cuore.
 Per poi raggiungere il terzo stadio, l’ abbandono del Dualismo, dove non esiste più l’ Osservatore e l’ Osservato, ma solo l’ Osservato, in quanto si ha la fusione o Tao o noumeno con il Tutto.
Spero di essere stato più semplice, ma questo è quello che sono e riesco a condividere
by Tuaregh | categoria:introspezione, tuaregh | Link | commenti (14)(popup) | commenti (14)
mercoledì, 05 marzo 2008,22:07
Passeggiando nella valle vedevo le cime dei suoi monti, che immobili osservavano.
Arrivai sulle vette dei monti, vedevo la loro valle, che immobile osservava.
Dinanzi a quello che doveva essere il naturale cammino, il fardello del mio peso mi umiliava sempre più.
Oramai logoro e privo di energia per la forzata sopravvivenza, abbandonai ogni forma di resistenza, ritrovandomi dinanzi all’apparenza di quello che realmente restava di me: finalmente ero e non ero.
Immerso nella pienezza del silenzio, il cuore distese i suoi petali al Sole.
Abbracciandomi mi cullava nell’oblio delle sue accecanti e caldi braccia, facendo dilatare la sofferente nebbia dei miei desideri e sciogliere le geometriche figure di gelida brina dei miei pensieri.
 
Abbandonato nel qui ed ora del tutto, proseguii l’arrendevole cammino con il paesaggio, e nel silenzio ci osservammo e ci contenemmo. Oramai totalmente arreso, iniziai amorevolmente a dissolvermi in esso.
Quella dolce esperienza diretta mi fece esplodere la consapevolezza di essere una piccola ed importante parte dell’universale ed assoluta esistenza.
Sentii da quel momento il solenne  diritto e dovere di vivere.
Volontà che fin troppo avevo umiliato e non celebrato, poiché la realtà di un  granello di sabbia è spesso sorretta dall’illusione della vastità del proprio deserto, che non lo fa guardare oltre il miraggio.
Da allora il mio cuore si aprì ed iniziò ad osservare i miei passi, ad ascoltare il mio respiro, divenendo sempre più il paesaggio dove l’uomo, i monti e la valle, nel qui ed ora, sono una sola cosa.
Dedicato a SUPERNOVA
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