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mercoledì, 30 gennaio 2008,22:14
Cara Supernovae,
 
come sai, dopo lunga assenza, questa mia fievole ricomparsa sulla scena dei blog, mi fa assaporare di nuovo vecchie considerazioni, che m’ inducono a voler ritornare sui miei silenziosi passi.
 
Perché questa affermazione?
 
Perché, è mai possibile che si usi il mezzo del commento come un PVT o una e_ mail, per saluti crepuscolari e volanti, per esternazioni come: “bacini e bacioni”, come “ buon weekend…ed altro o per sponsorizzare i propri blog? Comprendo che questo stato d’ inconsapevolezza non è da attribuire al proprietario del Blog, poiché ne è vittima tanto quanto per chi legge questo malo modo di condividere.
 
In virtù di ciò, mi ritiro in buon ordine, in quanto democratico e rispettoso della “libertà” altrui ma non della condivisione di questa.
 
Ti chiedo scusa per aver utilizzato in modo così visibile il tuo Blog nel comunicare ciò che penso, Sinceramente spero che sia un input per una discussione seria, dove tutti possono e devono esprimere le loro opinioni piuttosto che perdere tempo nei soliti salamelecchi e sponsorizzazioni varie. Un abbraccio Tuaregh
by Tuaregh | categoria:riflessioni | Link | commenti (9)(popup) | commenti (9)
martedì, 29 gennaio 2008,15:53
Disteso
ai piedi di un ciliegio,
miravo
l’ondeggiante sua chioma,
 
abbandonato
alla verde corrente,
 mi disperdevo con essa tra mille coralli rossi.
Mentre,
il sonnolente braccio
portava
alle vogliose labbra …una giovane cerasa.
by Tuaregh | categoria:amore | Link | commenti (5)(popup) | commenti (5)
martedì, 29 gennaio 2008,10:41

 

Voglia d‘estate..

 

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me la regalo così..
venerdì, 25 gennaio 2008,16:24
Visto il momento storico in cui viviamo, trovo che questi miei passati  versi siano attuali, a dimostrazione che non è importante costruire una “casa” ma chi ci abita.
Questo è un primo scritto in vernacolo di una lunga serie.
Tuaregh
 
Le Votazioni
 
Er Popolo ar torneo ha risposto,
peccato ch’ er core l’ ha mal riposto.
 
L’ha guidato ‘n trovatore,
che jà cantato tante storie.
 
Li poretti nun l’han capito,
che facevano da coro ar menestrello già ‘nsignito.
 
So er Pasquino,
e de ‘sti politici me ne frego un casino.
 
State a d ‘ ascortà sta bocca romana,
ché j’ esce solo l’ aria sana
Er potere se tié sulla dignità, per poté servi’ er Popolo Sovrano,
nun se tié sull’ arroganza, pe abbottasse la panza con l’alrtrui speranza.
 
Penso che state a esagerà, ner prenne pe’ er culo quella
delega che v’ onora,
e che fate ‘nfamità ogn’ ora
 
Nun pensate ch’ er Popolo è ‘na tazza,
dove annà a cacà a gran stazza
perché se questa s’ riempie v’ affoga ‘nfino alle tempie
 
Ve fregiate de’ titoli de studio, allora mettetève a conta’,
ché sto Popolo c’ ha più buchi de vojartri e ve pò inonda’.
 
 
mercoledì, 23 gennaio 2008,16:48

 

 

Come salici
piegati alle paure,
che scivolano,
risaliamo liberi
nella nostra non forza 

 
(Dipinto di Claude Monet: "Salice Piangente")

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